28 giugno 2008

come back again

sono (siamo) tornato (tornati).
Si, perché ero (eravamo) partito (partiti).

A breve un altro post. Che parlerà magari di tutt'altro.

20 giugno 2008

avere trent'anni (anche 31) Parte tre

e il giorno dopo (qualche ora dopo) il massacro collettivo del Braglia, vissuto in un rigurgito di adolescenzità, una sorta di bolla temporale in cui i suoni erano tutt'altro che ovattati e alcuni dei compagni sono gli amici di sempre, dicevo, dopo qualche ora ci si sveglia e si butta da parte la maglia della battaglia di LA, ormai un cencio lavato mille volte - mille una con questa - e si indossa la camicia bianca col maglioncino di filo portato sulle spalle, come nel peggior degli stereotipi del fighetto (che fa rima con rigetto) tardi '80 primi '90.

Ma si fa, eccome se si fa. E nella tasca una preghiera (la preghiera io?! no, dai, non sono mica capace di scrivere preghiere io, al massimo posso fare un biglietto d'auguri e invece ti ritrovi li' col mal di testa per il poco sonno, a formulare qualcosa di convincente e che magari abbia anche un qualche legame con quanto appreso al catechismo, Ere geologiche fa. Se facesse anche commuovere sarebbe il massimo) da leggere al momento opportuno, ovvero alla preghiera dei fedeli.

Oltre alla funzione di compositore di preghiere dei fedeli, mi capita di fare il cameraman e non sempre mi rendo bene conto di cosa stia riprendendo: le manovre (i diversi passaggi del rito, insomma) diventano via via concitate, sarà anche per il fatto che la protagonista non e' ancora uscita bene da una lunga influenza intestinale e che le modalità di gestione del problema prevedono di limitarsi a scaricare il superfluo in un capiente pannolino. Beata gioventù.

Dopo c'è il rinfresco: faccio autista, public relations, camallo e cameriere (per puro caso adocchio una bottiglia di spumante al momento della torta e con piacere girovago fra i tavoli per condividerla con i commensali, forse un retaggio inconscio della sera prima). Sono multitasking, ma non riesco a sentirmi galvanizzato da questa considerazione, sarà che ho la pressione di un Supertele bucato o magari quel chardonnay li', va' a sapere.

Ma la cosa più bella che mi trovo a fare e' verso la fine della giornata: si tratta di stare fermo, a fianco al passeggino su cui dorme, stremata dalla giornata, dalla cerimonia, dalle attenzioni e moine che tutti i presenti si sono sentiti in dovere di fare, e non dimentichiamo dagli strascichi di una diarrea letale (letale soprattutto per chi si occupa di operare il cambio del malloppo con le barriere anti-fuoriuscita).
Sto fermo li' a fianco e guardo quel minuscolo sterno andare su e giù, le lunghe ciglia a barricare gli occhi in cerca dello strameritato riposo. Il sole fa capolino fra le fronde dei rami e non devo fare altro che spostare di qualche centimetro il passeggino per evitare che qualche raggio indisciplinato la disturbi o la accaldi troppo. Osservo i lineamenti delicati di quel volto e penso a quanto sia meraviglioso addormentarsi cosi placidamente, senza nessuna ombra di rimorso, alla propria festa.

16 giugno 2008

avere trent'anni (anche 31) Parte due

questa e' l'unica foto che mi piace.
L'ho trovata in rete, ma
purtroppo mi sono dimenticato di segnarmi l'autore per riportarlo qua.
Qualora ci fosse qualche problema, la tolgo eh.


Mi sono guardato 11, dico undici, pagine di google cercando recensioni e foto sul concerto. Anzi, su Il Concerto. Ho fatto un po' di cernita, escludendo i blog di libero, spaces live e quelli che avevano titoli scritti da mentecatti. Si, sono prevenuto, embé?
Non ho trovato nulla di entusiasmante: né testi che si scostassero dal compitino racconta cosa hai fatto questo fine settimana coi tuoi amici arternativi e impegnati politicamente, né immagini particolarmente evocative o quanto meno ben riuscite. Era una notte buia e tempestosa, sapete.
Non mi proporrò certo io per raccontare Il Concerto. Mi basta - e vi basti - sapere di esserci stato, ché tanto certe cose hai voglia a spiegarle.

Ci sono stati alcuni momenti pero' che vorrei condividere con chi era nelle mie immediate e sudaticce vicinanze. Sono cose belle, da ricordare per i momenti bui che verranno.

- lo xilitolo, fragrante arma di seduzione del giovane rocker. Basta pronunciarlo, anzi, sussurrarlo alle spalle e le peperlizie© cadranno ai tuoi piedi e/o pretenderanno il giro limone. Pare. Perché non sono stati eseguiti esperimenti su animali vivi o femmine.

- il contrabbando di ciccioli, ultima frontiera dello sballo. La rischiosa attività condotta da S. ha messo a repentaglio l'ingresso al Braglia. Per fortuna che le unità cinofile non sono ancora organizzate per contrastarla.

- il groupie dei Extreme Noise Terror (chi si somiglia si piglia, dicevano) che mentre compie il periplo delle mura esterne dello stadio, qualche passo davanti a noi, dice con tono cospiratorio al suo amico: Ho un piano. E si dirige verso un'anonima porta metallica - ovviamente sprangata o addirittura murata - aspettandosi, pretendendo oserei dire, di trovare l'ingresso gratuito per il concerto.

- AIUTOOOH!

- ha trovato quelle da litro - ma anche - qua e' bagnato.
Ecco, il groupie degli ENT - fino a quel momento assoluto numer voi - e' stato scalzato da Lui (lei?). E dai suoi compagni di giochi. A concerto finito, quando i giochi sembravano già fatti, si e' imposto sia per la mise che per la geniale intuizione. Chi c'era sa.

Ecco la scaletta, per chi ha bisogno di fare un refresh.

Bombtrack
Bulls on Parade
People of the Sun
Testify
Know Your Enemy
Bullet in the Head
Down Rodeo
Renegades of Funk
Born of a Broken Man
Guerilla Radio
Calm Like a Bomb
Sleep Now in the Fire
Wake Up

Freedom
Township Rebellion
Killing in the Name of…

09 giugno 2008

9 giugno 2007

da lí siamo partiti e non ci siamo più fermati.

06 giugno 2008

self-esteem mode ON

« Le attività di manutenzione non pretendono di trasformare il mondo, i loro obiettivi non sono esprimibili in modo semplice, non hanno il fascino mozzafiato di attività che producono oggetti con prestazioni elevatissime, vanno continuamente e periodicamente ripetute, se hanno successo il loro effetto non si vede. »
Pier Giorgio Perotto

In pratica l'ing. Perotto, che ha inventato un antenato del PC chiamato Perottina, sosteneva che devo volare basso, molto basso.
E che spiegare agli altri quello che faccio -
che fa cagare e per di più fa cagare sempre con le stesse sconfortanti e iterative modalità - e' impresa matta et disperatissima.
Infine, se anche quello che faccio lo facessi davvero bene, ecco, nessuno se ne accorgerebbe.

Ma dai, non me n'ero accorto neanche io.

02 giugno 2008

ci starebbe un bel text only, una specie di promemoria criptico (te lo do io il promemoria, ma non criptico) come qualche post fa. Ma no, scriviamo un post vero, cosi' fra un anno si torna qua a vedere. E si ricorda.

Internet e' una rivoluzione. Fino a qua tutti d'accordo.
A me per esempio questa cosa dei blog piace. Non che mi piaccia il mio, mi piace che esistano. Che possa andare a leggerli, seguirli, abbandonarli.
Mi sarebbe piaciuto di più se avessi scoperto questo "mondo" qualche anno prima, credo che sarei riuscito a cavarci qualcosa di meglio. Credo. Forse con un blog non avrei avuto disavventure con quella scatoletta di tonno, tanto per dirne una.

Rimedio buona parte d'informazioni schiacciando dei tasti, per il lavoro, ma non solo. Ci vuole sempre un notevole dispendio di energia e sinapsi per filtrare quello che davvero interessa, ma almeno non si rimedia un bolo premasticato dai media tradizionali.

Mi piace anche la possibilità di poter organizzare il tempo libero, di fare acquisti che probabilmente - per pigrizia o per altre ragioni - non mi sognerei di fare.
Molti viaggi li abbiamo messi su partendo da un URL. E' straniante pensare quanto sia facile arrivare lontano, e starci anche, organizzando tutto - o quasi - senza schiodare le chiappe dalla scrivania di casa.

Di recente ho preso dei biglietti per dei concerti. Un paio di questi, li ho - abbiamo - cercati volontariamente. Sono ancora da "consumare", ma manca poco.
L'ultimo invece e' stata una cosa improvvisata, sono loro che mi sono venuti a cercare. Devo dire che non ci e' dispiaciuto, anzi. L'ultima volta che c'ero stato, mi pare una vita fa. Forse non ero neanche io, e le motivazioni erano diverse. Anche l'approccio, si. E strano a dirlo, la cravatta ce l'avevo la prima volta, mica quest'ultima.

E poi ho comprato un CD. A dirla tutta un doppio CD. Era un pezzo che non compravo album su supporti fisici (che definizione tremenda).
In quest'epoca di MP3, di file sharing, di usa e getta, mi ritrovo a gioire come un bimbo per questa spedizione che deve ancora arrivare, per questo CD che non mi era mai finito fra le mani, per svariate vicissitudini. Si tratta di un album del '97 cari miei, non certo novello. Ma e' di quelli - sempre più rari - che invecchia bene: anche dopo cento ascolti (ne ricordo uno molto bello: stavo guidando da solo e il cielo era una minaccia urlata, ma in quel momento si stava trattenendo dall'esplodere. Ho alzato il volume fino alla distorsione degli altoparlanti - caso mai non bastasse - e sono arrivato stremato su quel finale flautato. Oltre a Satana, anche io avevo paura).

Ho anche acquistato un libro di cui ho parlato un paio di settimane fa. E' di un amico, ma non l'ho certo preso per quello. Dico davvero, dannati malfidenti.

Sono insomma il fottuto target di tante ricerche di mercato rivolte a giovani - mi piace pensare di esserlo, giovane intendo, non un target - che vanno su internet per scegliere.
Produci consuma e crepa. Oggi quello la' - quello che ha preso una deriva anomala - dovrebbe aggiungere digita.

Vorrei scrivere (di) altro, ma rischierei di andarmi ad infognare in certe dichiarazioni sconvenienti. Per ora basta cosi'; altri post verranno, anche senza lattine di tonno.