kernel panic
stamattina - non e' eticamente corretto definirla stamattina - all'alba di oggi biascicavo i miei cereali, maledicendo la giornata lavorativa che si sarebbe profilata.
C'era in ballo la prospettiva di un numero indefinito di ore chiuso in questo ameno posto, di cui le prime con un esemplare nano del Cliente attaccato ai maroni, smadonnando con gli occhi cisposi dietro a svariati aggiornamenti su computer infernali, non ultimo, la primizia ovvero la sperimentazione di questa roba qua. Non provate a chiederla, tanto non vi arriveranno mai e sarete voi ad (in)seguire loro.
Non pioveva. Non potevo certo dire che tutto andasse male: E. dormiva come un camaleonte narcotizzato, e, ok, a pranzo non si sarebbe mangiato insieme, ma a cena si e questo e' un bel passo rispetto a qualche tempo fa. S'e svegliata un attimo prima che uscissi di casa come un topo d'appartamento per venirmi a salutare.
- So di notte.
- Chissenefrega, dammene un altro che non ci vediamo tutto il giorno.
Ma dicevamo...
Stavo insomma sgranocchiando questi pregevoli fiocchi d'avena in agglomerati (urbani?) e come capita certe volte, più per meccanismo inconscio che per vero desiderio, ho appicciato la scatola parlante in cucina, mettendo subito il volume a zero o quasi.
Solita carrellata di programmi senza senso (telenovele, lezioni universitarie, documentari, televendite, telegiornali), fino a quando sono arrivato su MTV.
C'era questo video, che li' per li' ho fatto fatica a capire chi era(no), con la musica bassa, il crunch crunch dei cereali croccanti sotto i molari, gli occhi cisposi e il cervello ancora in stand-by.
E insomma, Skin con i Marlene ci poteva anche stare, ma Jon Spencer con il nostro Eros nazional(popolare) era già davvero dura da mandare giù. Cioè, l'unica cosa che li accomunava, per me, e' che stavano entrambi nel dorato mondo discografico e che si sono ritrovati fra le mani degli splendidi esempi di femmina (e io tanto per dire- a prescindere da una certa spocchia che rifugge merdaset - preferisco mille volte e per mille ragioni che non, la Martinez).
Invece questo video mostrava dei tizi che si agitavano e dagli accordi duri - s'intuivano le asprezze hardcore - potevano essere i nostrani Linea77, una band che mi son pregiato di vedere dal vivo in diverse occasioni.
E poi, poi ho visto quella faccia, la faccia da bravo ragazzo imbronciato di Tizi@n0 Ferr0. E mi son detto: anche quelli di MTV, alle 5.30 di oggi, hanno il cervello in pappa e hanno piazzato un video di Titti Iron a meta' di un pezzo di crossover.
No no, niente di più falso. Il gruppo torinese ha suonato davvero e VOLONTARIAMENTE (magari proprio volontariamente no, ma forse neanche con la pistola puntata dal manager della Universal) un pezzo - Sogni Risplendono, gia' il titolo si offre a pregiudizi assolutamente aprioristici - con la gloria pop della nostra bagnarola a forma di stivale peninsulare.
Ok, mi si accusa talvolta di essere un po' snob (la mia signora in prima linea), ma l'arricciamento del naso non e' tanto nei confronti di questi cantanti (la mancata definizione di musicisti non e' casuale) dall'inequivocabile successo commerciale che, pronti e via, decidono di far collaborazioni con esponenti della nicchia o percorrere nuove (per loro, s'intende) strade alla ricerca di suoni e parole e operare quindi uno sdoganamento nel mondo - quello spesso davvero snob - della musica indie. Che poi hai voglia a fare video eterei nei boschi e piazzarci un po' di elettronica, ma se manca l'attitudine e l'onesta' intellettuale, poco ci puoi fare, non e' solo questione di farti pesare i conti col passato.
Il giramento di palle (e di testa questa mattina: giuro che ero straniato a vedere un video che pensavo fosse il mix alla blob di due diversi) e' più che altro nei confronti degli artisti che fino a ieri mantenevano - ostentavano quasi - una certa credibilità da outsider nel tentacolare mercato discografico e invece il giorno dopo te li ritrovi sulla televisione del mainstream musicale con gli inserti vocali di Titti Iron. Che per carità, avrà anche una bella voce - de gustibus, chiaro - ma che c'azzecca con i Linea77?
Non e' un riferimento al pezzo in se', che insomma, si tratta del solito pezzo incazzato e potente con cui i piemontesi si sono liberati ormai da un decennio dal giogo delle covers - RATM, tanto per chiarire - con il vocione cavernoso del nostro a far da contraltare al rappone d'assalto, una sorta di System of a Down de noantri.
Ma davvero mi chiedo le ragioni di questa mossa, a parte magari il mettersi in gioco - e l'aspetto ludico non dovrebbe mai essere mai trascurabile a chi fa della creatività' il proprio lavoro - e provare a sconfinare in altri territori meno rassicuranti che nella carriera di un'artista ci sta e dovrebbe essere anzi visto come una cosa positiva.
Cercando un po' in rete, ho trovato questa bella recensione di un concerto da parte di JunkiePop, che dice, fra le altre cose:
Arriva Sogni risplendono, l'oggetto del contendere il pezzo con Tizian0 Ferr0, che ovviamente non c'è, Emiliano ferma tutto e chiede a sè stesso "quante cazzate sono state dette su questa canzone" la gente per un attimo galleggia e dopo canta più convinta di prima, si risolvessero sempre così i problemi guardandosi negli occhi, sono convinto, ce ne sarebbero un decimo.
[...]
Li guardi in faccia e capisci un'altra volte che non c'è casa per snobberie, non c'è casa per raffinatezze e laccature. C'è casa per chi ha avuto idea di cosa fare e come farlo, a modo suo, e sinceramente lo invidi un po'.
Anzi, più che invidiarlo capisci che solo chi è così riesce a guardarsi in faccia allo specchio, riesce a fare un duetto con Tizian0 Ferr0 e non trovarlo "sconveniente o ridicolo", riesce a non conoscere e al limite a non curarsi di chi mette la parola snob tra i propri metri di giudizio. Quelli che etichettano a scatola chiusa.
Ecco, anche a me piacerebbe che i problemi si risolvessero guardandosi negli occhi e che non ci fossero etichette a scatola chiusa. Per come sono fatto ho sempre cercato evitato di affibbiare etichette senza assaggiare e le rare volte che l'ho fatto e poi mi sono accorto di aver sbagliato - provando - ho fatto pubblica ammenda, perché errare e' umano, perseverare (menti sapendo di mentire) non e' diabolico, ma semplicemente ridicolo. Ma quando si tratta di musica, quella che si vede in televisione e che vende da Fnac o su Itunes e riguarda due mondi che fino a ieri avevano ben poco in comune, men che mai il pubblico, io la penso un po' come il vecchio gobbo immortale: a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.
E pensare che in uno dei loro pezzi più belli, Fantasma di quel Numb che Eze non mi copio' mai (te la dovevo, non fosse altro per la falsa notizia che mi hai dato su msn e che m'ha fatto venire un mezzo colpo), proprio loro profferivano (profeticamente?) queste parole:
Non e' piu tempo di credere
che tutto giri intorno alla solita marchetta radiofonica
crisi di nervi discografica
sciogliete i cani per capire cosa va di moda oggi
...compra ragazzino compra!
ps: Nella mia ricerca sul Web ho trovato anche questo incredibile blog in lingua Suomi.
Fatemi capire: in Finlandia come riferimento musicale italiano hanno lui? Son finiti i tempi di Pooh, New Trolls e in tempi recenti Pavarotti e Pausini? E inoltre, cosa ci capiscono i finnici delle canzoni del nostro metallico cantore?
Dice bene il/la blogger nella biografia in home page: Tiziano Ferro syntyi Latinassa, Italiassa 21.
E' proprio un Italiaccia.
qualche mese fa, dall'oggi al domani, hanno realizzato che c'era troppo casino.
Troppe macchine per le strade, o peggio ancora, troppe macchine per le strade nello stesso momento. E i pullman lenti, lentissimi. E la gente che utilizza i mezzi pubblici inviperita, inviperitissima, basta non se ne può più, siamo stanchi, e via dicendo.
Abbastanza scontato in una città in cui per andare da A a B - ponendo A e B due punti sulla retta ideale che congiunge levante a ponente - si ha la scelta di una sola possibile strada (escludendo la soluzione a pedaggio - e la si esclude volentieri, anche in virtù della città in questione).
Impossibile perdersi, ma di contro, molto facile trovarsi imbottigliati in mezzo ai concittadini disposti ad ucciderti e a passarti sopra.
Cosi' si sono riuniti e dopo un fumante e lungo brainstorming hanno deciso di creare nuove corsie preferenziali per i bus e i taxi. Cioè: non e' che hanno aggiunto delle corsie alla strada per poi riservarle ai mezzi pubblici. No, le hanno semplicemente tolte al traffico privato e riservate ai conducenti civici. Ole'.
L'indomani ci siamo ritrovati tutte le strade colorate di giallo e cosparse di segnaletica orizzontale, verticale e talvolta anche obliqua, e via, tutti incolonnati come formichine metalliche, rispettosi della nuova direttiva comunale, che altrimenti il vigile che vigila mimetizzato nel grigio urbano segna targa, ora e luogo, e poi ci si ritrova bestemmianti di nuovo tutti in coda, ma questa volta alle Poste, con un bollettino in mano da destinare alla causa comune. Anzi, a causa del Comune.
C'erano anche quelli che la facevano franca e sfrecciavano a velocità supersoniche a fianco alla formichine incazzate, deridendole e arrivando prima, ovunque andassero. La solita storia, i furbi impuniti e quelli che no.
Allora i mugugni sono iniziati dall'altra parte, dai viaggiatori che rigettano il mezzo pubblico e s'ostinano a girare con le proprie quattro - o anche la meta' - delle ruote. Che non si può chiudere una corsia e tanto non ci sono di bus, e insomma belin ieri sera c'ho messo un'ora a tornare a casa.
Visto che i vigili non potevano vigilare ovunque e a tutte le ore, hanno deciso di piazzare qua e la' delle telecamere. Cosi' era davvero dura farla franca in certi posti: tutti rigavano dritto e da A e B ci si metteva il doppio di prima. Sulla destra una corsia tremendamente vuota, desolante e beffarda nella sua inutilità.
Qualcuno ha alzato la testa: facciamo la manifestazione.
E loro hanno continuato.
Allora facciamo ricorso.
Ma loro imperterriti: potenziamo il controllo, aumentiamo le telecamere, punirne uno per educarne cento. E mettere mille nelle casse.
Non poteva certo continuare questo pugno di ferro: i giornali ne scrivevano, le tv locali ne parlavano. I ricorsi continuavano a fioccare, i giudici di pace sventolavano bandiera bianca.
E vuoi mica scontentare tutto il bacino di elettori?
Allora si sono ri-riuniti e via, un altro brainstorming, ancora più sfrigolante: basta, da domani corsia preferenziale a fasce orarie.
Solo che tanti non se ne sono accorti.
Continuano a girare incolonnati a tutte le ore. Non si sono accorti che i nuovi cartelli - la fantomatica segnaletica verticale - ora riportano due fasce orarie nelle quali si deve rispettare la grande muraglia gialla. Al di fuori di queste, fra le 10 e le 16 per esempio, si può allegramente deviare e fare scorribande sulla corsia tabù.
Una specie di piccola rivincita col timer, una trasgressione a zero rischi che tendenzialmente non apporta migliorie al traffico urbano, pubblico o privato che sia.
Io passo sorridendo, ma un di un sorriso che viaggia fra l'espressione sfiduciata e il ghigno sardonico, rispettoso delle regole, cintura, corsia, limiti di velocità, guida con lenti, mentre gli altri, le formichine, ferme in fila indiana, magari pensano: ma tu guarda questo, vorrei che lo beccassero il furbone, che non ha rispetto delle leggi.
Ecco cosa siamo, questo e' il popolo che e' andato a votare: analfabeti, pecoroni, prepotenti, maleducati, invidiosi, disposti a infrangere le regole ma timorosi di essere beccati, incapaci di adeguarsi ai cambiamenti, inconsapevoli dei propri diritti e men che mai dei proprio doveri. E dotati di matite copiative che si cancellano.
Note bene: questo post e' stato scritto nel primo pomeriggio di lunedì, con gli exit poll che ancora brancolavano nel delirio statistico e i giochi erano ancora aperti. Se non ricordo male il Pdl era sul 42% e il PD intorno al 40. Considerando anche l'esperienza di due anni fa, non si potevano fare previsioni affidabili.
Tutto questo e' stato scritto quindi a prescindere dai risultati che sono stati comunque ufficializzati più' tardi.
Se avesse vinto l'altro schieramento il post sarebbe rimasto li'. E avrebbe avuto lo stesso senso, cioè nulla.
Anche se avesse vinto Ronald Reagan. Ah, non concorreva? E' morto? Ma come.
Il discorso che volevo farci era generale, esulava dalla mera politica, che come detto in passato e' fatta dalle persone. E le persone - guarda caso - sono quelle descritte above.
"Carro Membro di UniCredit Banca di Roma,
Noi in questo momento faciamo le verifiche usuali per la securita del suo conto. Il suo conto stato scelto per questa everificazione, ed sarette mandati per una seria di verificazioni della sua identita.
Per efettuare questa verificazione premere qui.
Nota prego:
Se lei non verifica il suo conto entro 24 h, allora noi ci assumiamo che questo conto e una frauda e sarra sospeso. Il scopo di questa verificazione e di assiccurare noi che, il suo conto non e stato usato in modo frauduloso e per lottare con la frauda dalla nostra comunita.
Vi ringraziamo per aver scelto UniCredit Banca di Roma!
L'equipe UniCredit Banca Di Roma."
No, ma dico, c'e' davvero qualcuno che ci casca?
[in cuffia hoppipolla. E' un bel sentire]
in rete si sta facendo largo il download "regolare" e ad offerta libera di canzoni, direttamente dai siti degli artisti.
Hanno iniziato i Radiohead con l'ultimo album In Rainbows, che - scopro ora - non e' piu' disponibile. Avevo sentito che il bilancio era stato piuttosto fallimentare: troppi i download a costo zero.
Poco male: me l'ero gia' procurato in modo alternativo, senza sentirmi troppo in colpa. In fondo da Pablo Honey a Hail to the Thief ho sempre contribuito alla causa, comprando il mio bel dischetto argentato a prezzi non propriamente irrisori.
Ora anche i nostrani Yuppie Flu hanno proposto il loro nuovo album Fragile Forest in questo modo. In verita' le alternative sono diverse: oltre al download nudo e crudo, il gruppo offre a prezzo fisso le opzioni con il CD a tiratura limitata - come avevano fatto i Radiohead - e quella con CD e t-shirt. Mi pare un'idea interessante, tant'e' che io ho aderito, sganciando 5 euri per il download (non ho piu' l'eta' per il desiderio dei feticcci).
(lo segnala anche il sempre puntuale Polaroid).
Anche i Giardini di Miro, orgoglio nazionale che ho avuto il piacere di vedere piu' volte, propongono il loro EP di remix New year's eve EP a 3 euro. Anche in questo caso son ben contento di aver incoraggiato la lodevole iniziativa dei nostri emiliani postrock (spero che non si offendano con questa etichetta un po' inflazionata).
Questa tendenza offre diversi spunti di riflessione. Ne avrei qualcuno, tipo che non ho ancora capito se son contento o meno di essere nato alla fine degli anni '70. Ma e' un discorso un po' troppo complesso, che non sono in grado di sostenere a quest'ora.
Pero' potrei sempre citare la chiusa di un post che mi vede molto d'accordo e che fa cosi':
Ma poi mi sono ricordato che l’ho acquistato online, che ogni centesimo è andato direttamente all’artista che ha realizzato il cd, che nulla ha finanziato la siae, e che non c’era manco l’iva. Ed ha cominciato a suonare meglio, a produrre un suono che Trent Reznor non aveva mai creato prima d’ora. Era il suono dei miei cazzo di soldi che non andavano a pagare la benzina della Lamborghini di Gigi D’Alessio. Ed era un suono bellissimo
(da bucknasty)
o quanto disse Tom Yorke al giornale Time prima di sfornare Hail to the Thieft.
"I like the people at our record company, but the time is at hand when you have to ask why anyone needs one. And, yes, it probably would give us some perverse pleasure to say 'F___ you' to this decaying business model."
(F___ sette orizzontale, quattro lettere... "copulare, ingannare")
siccome non s'impara mai dai propri errori - io non imparo, pare - mi ritrovo in ufficio, mentre tutta l'azienda e' in pausa pranzo, per cercare di salvare da morte certa questo dannato portatile. Questa mattina all'accensione ha rilevato qualcosa che non andava e ha deciso che era meglio suicidarsi. Io ero propenso per dargli il colpo di grazia, scagliandolo dalla finestra (mi trovavo al secondo piano), ma poi in un impeto di pieta' - non e' vero, mi serve e non me ne danno certo uno nuovo - ho provato a portarlo dal dottor Simolo.
Ora sto usando un certo BartPE, una sorta di limbo virtuale partito da CD, per cercare di recuperare qualche dato personale sulla chiavetta USB. Al resto ci penseranno quelli dei servizi informatici (che passeranno sul sistema operativo con un rullo compressore e qualche diserbante, di quelli robusti).
Vabbe', in un'altra situazione avrei avuto in mente ben altro post. Tra l'altro la risoluzione di questo programma (il browser e' il caro vecchio mozilla) mi fa venire mal di testa.
Cazzo.
Oggi se Dio vuole (e con Lui un'altra serie di combinazioni astrali e non) saro' qua.
E poi magari domani parlero' di peer to peer equo e solidale.
Ora riprendo a smoccolare dietro a questo screanzato fannullone di Dell.
Ri-cazzo.
UPDATE: il portatile, un vecchio Dell500 cui son legato da un rapporto di odio-amore (piu' il primo, pero'), ha bisogno di una sana re-installazione del OS (rigorosamente XP-Pro). Ci penseranno i tizi dell'assistenza tecnica che dovrebbero anche recuperarmi un po' di documenti e la posta elettronica. Pero' mi hanno ventilato l'ipotesi di darmene uno nuovo, che non sarebbe neanche malvagia. No no.
Ieri ero nervoso, forse il vento. O l'allergia, va' a sapere.
Oggi no. E si che mi han tirato giu' dal letto con una telefonata. Pero' la cosa si e' risolta in tempi brevi e mi sono un poco ringalluzzito, mi son sentito, come dire, bravino. Basta poco, direte.
Ieri ci sono andato la'. Poca gente. I piu' giovani eravamo io e M. (anzi, il suo amico, mioddio, dell'84, come i jeans Pop84). Il che e' tutto dire.
E' stato interessante, a parlare c'era pure Sabina Rossa, un cognome che da queste parti si dovrebbe conoscere. Anche lei ha scritto un libro che vorrei/dovrei leggere prima o poi.
Mi chiedo perche' cose di un passato recente (ma non abbastanza da averle vissute consapevolemente) non attirino orde di imberbi assetati di Sapere (per la Verita' invece - quella con la V maiuscola - pare proprio, stando alle affermazioni di ieri, che bisognera' aspettare; che sia qualche lustro o il giudizio universale non si sa bene).
La generazione precedente fa presto ad addossarsi le colpe per non averci trasmesso, ricordato, tramandato. Forse e' anche un modo per liquidare in fretta la questione. Ah, diamine, mi son dimenticato di dirti che quando sei nato colava ancora sangue nelle piazze e quando stavi iniziando a calciare oggetti di forma sferica mica avevano smesso, nonostante tutti quegli infiniti e barbosissimi processi, pero' ora zitto, che inizia il mio programma.
Credo che un po' di colpe, mi riferisco solo al disinteresse, all'indifferenza e l'abulia verso quanto successo - e che, mica per caso, ha effetti ancora nell'attuale, nelle elezioni prossime, tanto per dire - ce l'abbiamo anche noi. Io per primo. E' che la gioventu' dispone di strumenti (internet) e finanze (libri) per poter colmare certe lacune, mettere una pezza su quelle piu' laceranti. Ma non lo fa.
Poi ci sarebbero state milioni di considerazioni su quanto detto ieri: il perdono, la pieta' (cattolica e non) la riconciliazione e il senso - passato e attuale - della lotta di classe, ma non credo di averne cosi' voglia. Ho gia' scritto male e in fretta, mentre facevo dell'altro. Capita, anche quando non faccio dell'altro.