16 dicembre 2008

A one man showdown teach us how to fail

Qualche giorno fa tornavo dalla pausa pranzo sulla mia irriducibile Vespa. Dietro portavo meco il collega che ha avuto la pazienza di fare entrare nel mio testone i rudimenti di oscure pratiche che hanno a che fare col mio lavoro. Parentesi: quando qualcuno mi chiede del mio lavoro ho sempre dei problemi a descriverlo.

Pioveva forte e non disponendo del pratico parabrezza, ché la linea giovane del mezzo ne risente, si avanzava cauti fra gelidi goccioloni di nevischio, masticando fantasiose imprecazioni a denti stretti.
A poca distanza dalla meta, il fato o chi per esso aveva piazzato un'infida curva dotata di infido avvallamento dell'asfalto. Ricordiamo inoltre che chi per esso aveva anche predisposto un'infida condizione meteo, talmente infida che gli esperti del settore l'avevano etichettata addirittura col nome di questo blog.

E' stato un attimo, le ridicole gomme in dotazione al mezzo di Pontedera hanno perso aderenza, un po' come la Ducati di Stooner (con una differenza di circa 200 chilometri orari) e mi sono ritrovato per terra. Con gli 80 chili di Vespa oltre a quelli non verificati del mio - fortunatamente smilzo - collega-maestro addosso.
Il tempo di lanciare un paio di sacramenti d'ordinanza, assicurarsi che il socio e il mezzo fossero a posto, ci siamo rimessi in carreggiata per arrivare umidi e indolenziti sul posto di lavoro.

Ora, non e' la prima volta che faccio dei ruzzoloni da un qualunque mezzo dotato di due ruote. Me la sono sempre cavata senza troppi danni, altrimenti non sarei qua a scriverne.
Su questa ultima caduta ho riflettuto un po', non tanto per le trascurabili conseguenze, quanto per il pensiero fulmineo che mi ha attraversato il lobo temporale nell'attimo in cui ho avuto la consapevolezza di perdere il controllo del mezzo, di finire insomma col culo o altre parti non meglio predisposte per terra.

[continua? boh]

8 commenti:

Ehol ha detto...

Quando cominci a pensarci seriamente, vuol dire che hai varcato la soglia che divide la spensieratezza giovanile dalle paranoie adulte.

In pratica, sei invecchiato.

È normale. E non è neanche tanto un male. Facci l'abitudine :)

Ciaus
Ehol

Il Mulo ha detto...

mai sentito parlare di infortunio in itinere? non aggiungo altro... ; )

MaEstro-Buitre ha detto...

Io sono caduto solo una volta (ovviamente da paseggero) su tragitto Rustigazzo - San Michele.
Caddi in piedi, però. Mica so come...
E poi ho bevuto. A San Michele.
E poi anche a rustigazzo.
Ora avrei bevuto prima, a casa mia, senza spostarmi nemmanco da passe(ro)ggero!
Mah...

POh!!!! Non ci credo!!! La parolina che mi tocca è:
CATSIAE!!! AHAHAHAH!!!! Il famoso gatto siae!
Forse è un'imprecazione nuova per chi non vede un soldo per i famigerati diritti! Meno male che non si punta certo a quello. Saremmo tutti sul lastrico a parte i nipoti del Bixio. Quello di "mamma"...
Saluto!

Ginevra ha detto...

sono caduta due volte, la prima ero passeggera e ho realizzato cosa era successo solo nel momento in cui stavo scivolando sull'asfalto bagnato. La seconda guidavo io ed ero da sola e l'unico pensiero che mi ha attraversato la testa mentre andavo giù è stato "cazzoooooo"

busta ha detto...

nn sono mai caduta e toccati grazie bustavuota

mvariabile ha detto...

Parabrezza si o parabrezza no sulla Vespa? Io, come te, sono della scuola di pensiero del no.
Ma forse, in certi momenti, aiuta...

relativamente alla caduta... Non pensarci più e continua a goderti la Vespa... in queste giornate stupende, non c'è niente di più bello... quando piove, ammetto, un po' meno...

Auguri!

@LLERTA ha detto...

ehol, hai colto nel segno. O quasi. Diciamo che la consapevolezza puo arrivare anche senza farsi cogliere da vecchitudine dentro.

mulo, certo che si: qualche anno fa - antivigilia di Natale, tornando a casa, rammenti la tua chiamata mentre io prelevavo con un bastone della biancheria dagli alberi sotto un viadotto dell'A26 - dovetti usarlo.
A sto giro non c'erano gli estremi.

buitre, l'importante e' se proprio non si cade in piedi rialzarsi. e bere, certo, anche quello.

gine, nel post che non ho ancora (e forse non lo faccio nemmeno) pubblicato scoprirai che io dico un'altra locuzione, non certo più raffinata.

busta, mi tocco se ci sono (citando un mio vecchio professore vecchio)

mvariabile: parabrezza rigorosamente no. Anche se ammetto che più di una volta ne ho valutato i benefici.
Certo che continuo, la mia vespa e' partita 10 anni fa e non si e' mai più fermata

MaEstro-Buitre ha detto...

Scrivo PESSARR nella verifica per dire che