- allerta?
- assente.
28 maggio 2007
16 maggio 2007
finale (di coppa uefa, ora su LA7)
più leggo blog, meno mi viene voglia di scriverne. Pero' lo faccio lo stesso, tanto per farmi venire sonno. Operazione piuttosto facile dato che mi sono alzato alle cinque e mezza. Mettere la sveglia a quell'ora e' un reato contro l'umanità, ma temo che dovrò abituarmici.
A Glasgow piove, qua no.
Se fossi la' andrei con l'ombrello bianco rosso e blu, quell'aborto preso al volo prima di partire, in un certo pub sperando di trovarli li'. Mi farei una pinta di birra al bancone, forse due, anche se gli scozzesi preferiscono andare a whisky (a me non piace e non riesco a concepire come possano esistere degli estimatori). Senza parlare.
Poi mi dimenticherei l'ombrello dentro e camminerei con passo leggero sotto la pioggia.
Una settimana di reperibilità equivale a 144 ore. Oggi ho ricevuto una chiamata nell'unica ora in cui non potevo rispondere. Ho richiamato dopo un'ora e mezza, ma non mi sono sentito in colpa. Solo un po' cretino.
Domani, pare, incontrerò ben cinque blogger. Tre ancora attivi, due non praticano più: di quest'ultimi uno non ha chiuso, ma é come se fosse, l'altro ha deciso che é molto più sensato dedicare le potenzialità della banda larga per scaricare zozzerie amatoriali. In un certo senso condivido il suo pensiero. Entrambe le attività fanno andare a letto svuotati, leggermente disgustati, ma il sonno risulta oltremodo profondo.
No, non é un'iniziativa nata fra link di perfetti sconosciuti. Sono amici e credo - spero - che non si parlerà di queste paginette.
Il pretesto é festeggiare il compleanno di uno e la partenza di un altro. Uno si sposa, pensa te.
Vorrei dire che é tutto pronto, ma non lo é. In genere non mi faccio prendere dal panico, abituato come sono a fare della procrastinazione cronica il mio modus operandi. Bella roba, si direbbe, ma non ci tengo a superarla. Caso mai ad aggirarla (si, sono rilassato).
Dicevo, non mi preoccupo. Se ci sei tu.
Chi clicca sul penultimo link si può rendere conto della mancanza di rigore scientifico di una disciplina come la psicologia. Risparmiate i soldi dell'analisi, fate come il mio amico: scaricate p0rn0 amatoriali.
label: Dei blog
14 maggio 2007
visti al cinema (vedi alla voce: ridatemi i soldi del biglietto)
Spiderman 3 e' una cagata pazzesca.
(detto da uno che vuole portare qua suo nipote - quello che deambula correttamente - con la velata speranza di essere preso di mira da un OGM a otto zampe)
11 maggio 2007
ingombri
mi sono accorto allora che avevo dimenticato i telefoni - il mio e quello del lavoro - a casa. Dopo lo spaesamento iniziale, più per la sensazione di vuoto nelle tasche che per lo shock tecnologico, ho pensato come si sta bene.
Non metto in dubbio i vantaggi della telefonia mobile, ma alle volte l'assenza dei contro cancella con una ditata il peso dei pro.
di notte, l'operazione di shutdown eseguita sul portatile dura un'eternità', lascio lo schermo irretito sulla scritta esoterica "Running shutdown script" chiedendomi se questi script siano il bilancio della giornata, le preghiere del computer o già i suoi sogni. Abbandono la macchina umanizzata, ciabattando verso il bagno dove l'ultima minzione sancisce la fine delle ostilità. Aziono lo scarico dell'acqua e do un'ultima occhiata nella cucina in penombra. L'ultimo barlume di luce, lo schermo del portatile, si spegne proprio mentre mi volto verso la camera da letto. Qualunque cosa abbia fatto prima - conti, previsioni o desideri - ora ha finito.
ora mi attende il semi-trasloco, e altre cose, più liete che non sto qui a raccontare. la prossima e' l'ultima.
10 maggio 2007
segnalazioni prima di chiudere per il riposo settimanale (si fa per dire). Il resto vien da se'.
- sto sentendo in heavy- rotation questo pezzo. Molto tamarro, non c'e' che dire. Alle volte necessito di queste iniezioni di sana e brutale ignoranza. Mi colpi' gia' quando usci' youthanasia (che dire della copertina censurata? nulla, appunto) e ora pare che sia il singolo apripista del nuovo album United Abomination. E c'e' pure Cristina Scabbia (che nel contesto potrebbe sembrare anche un nome d'arte, ma non lo e'), voce e bella presenza dei lacuna coil, per la gioia di tutti i metalloni italici.
- ieri ho visto Fascisti su Marte. Alcuni spunti divertenti, si sorride e si pensa "pero' e' davvero cosi'", ma sulla lunga distanza le gags non reggono. Ho apprezzato il low-budget da diy con cui e' stato realizzato, l'iconografia fascista ripresa fedelmente, le citazioni cinefile o i riferimenti ad alcune realta' attuali (italiche e americane in primis). E i mimimmi. Soprattutto quelli.
Ma sono ben contento di non averlo visto al cinema.
- stasera proiezione casalinga col Mulo di My Name is Earl, dopo l'accoppiata vincente pizza&birra (quest'ultima - originale crucca - offerta da Fra, che ha fornito anche il supporto dvd. In cambio ha ricevuto L'alba dei morti dementi e Clerks (il primo) che non ha ancora impunemente visto).
Io non amo i serial, ma questo forse promette bene.
Update: promesse mantenute. Dopo il binomio che non sporca troppe stoviglie (la prossima volta si puo' fare meglio bevendo direttamente dalle bottiglie. Vedi che a stare coi consulenti s'impare a razionalizzare, fare riduzione costi, migliorare i processi e cosi' via) ci siamo fatti fuori un tre o quattro episodi.
Ok, il primo - come ogni pilota - era il migliore, ma anche gli altri vanno via veloci, con questo insolito mix di politically incorrect e morale finale, il tutto condito da interpretazioni efficaci, no-sense, situazioni grottesche, flash-back (in regime di autarchia linguistica retro lampo, come ci insegna Guzzanti) e qualche canzone degna di nota nella colonna sonora. Promesse On, ergo promossa l'illecita' attivita' di copia del cofanetto, sempre che noialtri criminali dilettanti ci si riesca.
09 maggio 2007
[]
non credo nella reincarnazione (anche se un po' ci spero), ma nel caso vorrei rinascere predestinato a fare il consulente. O anche nascere già' consulente. Tipo che spiego all'ostetrico il modo migliore per tirarmi fuori(*), valorizzando le linee guida con flow-chart, tabelle pivot e macro. Le slide ce le teniamo per il briefing finale.
E' possibile?
E ora mi lavo le mani ed esco per comprare le birre (metalmeccanico mode ON, rage against the machine aka luddismo pure).
(ma prima chatto con mio nipote, quello che arriva già' alla tastiera)
(*) da quel posto che rimpiangerò' una volta uscito - più' o meno inconsciamente - per tutta la vita,
08 maggio 2007
gonzi
scopro ora da qua che «E’ da vent’anni maestra di scuola mentre il marito, Gianfranco Scancarello (anche lui finito in manette, n.d.r.) è un apprezzato autore di testi televisivi, hanno quattro figli e la loro unione è solida - hanno osservato i difensori della coppia Franco Coppi e Roberto Borgogno - È assurdo sospettarli di abusi che non hanno sicuramente commesso». Scancarello scriveva testi per Buona domenica, il contenitore di Canale 5 condotta da Paolo Perego, e per Sat 2000, la tv dei vescovi.
Io questi avvocati li ammiro e li schifo allo stesso tempo.
Non sarà pedo, ma i testi per la trasmissione di Buona Domenica sono p0rn0gr@fi@ bella e buona.
Aggiungo - non me n'ero accorto prima - che parlare di vescovi come garanzia di innocenza in questo contesto e' un tantino fuori luogo visti i precedenti negli States.
03 maggio 2007
msn, gap e cazzi
Sta di fatto che mentre si parlava con mio nipote, 11 anni di esuberanza preadolescenziale, m'è scappato che dispongo di un account msn, utilizzato poco e niente.
Tempo zero e il nipote acchiappa un A4 dal vassoio della stampante, una penna e mi fornisce il suo indirizzo messenger, raccomandandomi di farsi trovare on-line il giorno dopo prima di cena.
L'indomani mi faccio trovare, puntuale come un orologio al cesio.
Solo il fatto di trovarsi a discorrere con un nick che integra l'informazione anagrafica 96 potrebbe farmi desistere dal continuare, ma proseguo.
Il dialogo, se cosí si può definire, sarà un coacervo di emoticon in cui proverò a raccapezzarmi senza soluzione di continuità. Cogliere dei significati fra questi simboli runici rotanti diventa impresa dagli esiti desolanti. Ai suoi animaletti sotto LSD replico con righe di puro testo talmente immote che al confronto dei suoi interventi - roba da far venire le crisi ad un epilettico - paiono le epigrafi di Spoon River.
Il prode nipote - m'ero dimenticato di dirlo - si presenta con uno slogan piuttosto duro contro il regime totalitario della scuola di cui è vittima e che più o meno dice questo: la scuola rompe i cazzi.
Sono affascinato dall'uso insolito del plurale (forse si va portavoce del direttivo della quinta elementare?) ancor prima che dall'inaspettato impeto ribelle, ma allo stesso tempo il mio ruolo di zio dovrebbe imporre una linea improntata all'educazione, alla crescita morale del giovine che aprioristicamente dovrebbe rigettare espressioni oltraggiose come "rompere i cazzi".
Mi ritrovo pericolosamente in bilico fra la scelta di supportare e anzi incoraggiare i moti rivoluzionari e il nascente nichilismo del nipote e quella di propormi come bacchettone scandalizzato che dice: questo non si fa, quest'altro non si dice.
E come in altre occasioni, incapace di prendere una direzione precisa e di percorrerla senza voltarmi indietro, opto per la scivolosa via del compromesso: da una parte non deludere le aspettative del nipote onde evitare il calo di gradimento. Perché essendo lo zio "giovane", quello sportivo e cittadino del mondo, godo (di rendita e perciò - temo - ancora per poco) di una certa ammirazione e considerazione da parte sua. Dall'altra, non mancare alla mia funzione di educatore, di porto sicuro a cui affidarsi per le mille perplessità del crescere nell'anno domini 2007.
E dunque gli dico - senza emoticon, non le uso e non saprei neanche dove andare a scovarle - di stare all'occhio per quella scritta lassù, vedi, in cima al profilo, se ti becca papà o ancor peggio mamma sono cavoli amari. Cavoli, non cazzi: questa volta la parte politicamente corretta che ristagna in me prende il sopravvento.
Dopo questa raccomandazione non stiamo ancora molto, ma sempre conversando amabilmente di facezie come due vecchi amici, diversi, ma non per questo meno complici.
Devo uscire e quindi ci si saluta, lui con nuove marmotte vibranti e piroettanti, io con laconico ma sentito bye bye brother (faccio sempre un po' di casino con le parentele).
E mentre guido, mi accorgo di come nonostante mi possa porre idealmente a metà strada fra lui e i suoi genitori, il nostro registro linguistico sia inesorabilmente diverso, cosí come diversi sono i nostri gusti musicali, il modo di passare il tempo libero, le preferenze in fatto di macchine o di programmi televisivi.
E mi rendo conto che sono diversi anche da quelli che avevo io alla sua età e che la prossima volta su msn glielo vorrei dire: F. insomma, c'è questo gap generazionale, ma io ti voglio bene e puoi contare sempre su di me.
E lui mi risponderebbe: Eh? Il gap generazionale? Rompe i cazzi questo gap, A.?
02 maggio 2007
spot
il 25 aprile si andò dunque alla sagra di fave e salame dove presi un completo, ovvero fave, salame e sardo (qualcuno dice primo sale).
E. prese la pizza e smezzammo il tutto, secondo una nostra ormai tacita consuetudine quando si mettono le gambe sotto il tavolo.
A mio avviso si sarebbe dovuta chiamare sagra di fave, salame e sardo (qualcuno dice primo sale), ma non e' questo il punto.
Erano con noi degli amici di nuova data, mentre altri amici - questi di vecchia data - erano già in loco.
C'era molta gente, molta della quale dava segni di ubriachezza molesta che si manifestava nel lancio delle fave da un tavolo all'altro e altre deprecabili dimostrazioni di pochezza intellettuale.
Gravitando intorno al bar per il rito del caffè e dell'ammazzacaffè vidi un tizio facilmente identificabile come esponente no-global-terzomondista con una maglietta colorata.
Sulla maglietta colorata, a caratteri cubitali campeggiava la dicitura "I help Kabul".
Bravo, ma era il caso di farlo scrivere su una maglietta?
Sulla via del ritorno vedemmo un tizio sugli ottanta suonati che faceva l'autostop e che e' diventato l'idolo incontrastato della giornata, alla faccia di tanti presunti straight-edge della domenica (o del primo maggio o altri giorni festivi non meglio identificati).
Il tutto, forzando un po', si potrebbe ricollegare al concerto del primo maggio, che non ho visto e di cui scrissi qualcosa l'anno scorso e che per questo non merita un'ulteriore analisi.
A dir il vero nello zapping annoiato del Primo Maggio (durante il quale mi sono dilettato a vergare parecchie buste, come un docile amanuense) ho intravisto le Vibrazioni e Irene Grandi.
In pratica il concerto di Roma e' un assaggio del festivalbar, o lo strascico morente di Sanremo, se si preferisce.
