d.p.d.p.d.p. parte 2 (ovvero póg mo thóin)
Nel posto che lavoro c’è un bagno che a cadenza irregolare fa partire da solo lo sciacquone. È cosí dalla prima volta che sono capitato qua. Era il 2000.
Un mio collega durante una cacata particolarmente ispirata ha fatto un rapido calcolo (di cui purtroppo non ricordo il risultato finale) per stabilire quanta acqua in un anno viene buttata letteralmente – è il caso di dirlo – nel cesso. Hai voglia a fare le giornate mondiali dell’acqua.
Nel posto che lavoro il cliente pensa che sia suo diritto acquisito telefonarmi (svegliarmi) per segnalarmi una qualunque del suo campionario di cazzate alle sette di mattina. Ritiene allo stesso modo che sia normale chiamarmi alle sette – ma di sera – per tempestarmi lo scroto con qualcuno dei suoi capricci di customer not satisfied. Che siano capricci io lo posso presumere solamente perché non gli rispondo, schiaccio il tasto "muto" sul cellulare aziendale, la vera innovazione dei cellulari di ultima generazione altro che fotocamera o gps, e riprendo a biascicare dixi san carlo davanti al concorrente del milionario tifando per lui o alle volte per la domanda. Quasi mai per Jerry Scotti.
Nel posto che lavoro si organizza la partita di calcetto e questa è una cosa buona. Peró un’ora – a pagamento per di piú – nell’economia di cinque giorni lavorativi è in effetti un po’ poco.
Nel posto che lavoro io, non ci vorrei stare, ma mi ci hanno messo e me l’hanno fatto pure passare per una occasione positiva e propizia, per cosa non l'ho ancora capito. Non faccio troppo casino perché l’accredito sul conto corrente a fine mese puó venire utile, ma poi penso che alla fin fine se rimango qua non è che me la passo troppo bene, che insomma, si lavora per vivere, mica il contrario.
Nel posto che lavoro io, ho chiesto di andarmene in un altro, piú vicino, dove fanno suppergiú le stesse cose, almeno per un po’. Ma il capo - uno dei tanti nella dantesca piramide aziendale - dice vediamo - lo teniamo in considerazione - forse - ci risentiamo. Infine pare proprio che no, non c’è verso.
E io sono sempre lontano dal mio amore (sempre solo per quei cinque giorni lavorativi di cui sopra. Lontano solo a livello chilometrico. Ma i chilometri - il sistema metrico decimale la pensi come vuole - pesano).
I just want to catch you if I can
I just want to be there
When the morning light explodes
On your face it radiates
I can't escape
I love you 'till the end
(proprio loro)

