27 febbraio 2007

intubati

Mangio pringles alla paprika, una ad una, le accompagno con sorsate brevi della stessa birra di ieri sera.
La tv col volume al minimo che tergiversa sui voti assegnati alla fc internazionale, la radio sintonizzata sull'emittente beat a impatto zero e il pc. Questo pc, con questo blog.

Presente il tipo che in Clerks rischia di andare al pronto con la mano incastrata nel tubo delle Pringles?
Quando riesca a rimuoverla, aiutato da Dante, dice (serio): dovrebbero mettere le avvertenze sulla confezione.
Ecco, a me questo fa pensare alla situazione politica italiana. E non solo politica.

26 febbraio 2007

alle otto della sera

Eran le cinque in punto della sera. Anzi no, le otto e qualcosa.
Sera, quello si.

Mentre faccio spola fra l'angolo cottura e il frigo per prepararmi un surrogato di cena, la tv e' accesa. Mi fa compagnia nel vuoto altrimenti ovattato di questo tre vani (monolocale per i lumbard).
Birra Peroni doppio malto, pizza, frittata: la cena del campione e' servita.

Ho bisogno di qualcosa di divertente per contrastare l'azione della cipolla immolata alla causa del soffritto.

La scelta ricade in genere su Tom e Jerry; se ho gia' visto la puntata, e capita il piu' delle volte, cambio e piazzo su blog (lapsus: volevo dire blob), il programma di Ghezzi & Co.
Se anche blog (blob ho detto, cacchio) non mi entusiasma - puo' capitare pure questo - mi rimangono sempre i telegiornali. Anche quelli fanno ridere. Piu' o meno.

Si potrebbe dire che alle otto tutto il resto e' morte e solo morte.

assodato che il triangolo no

ma gli aerei ce l'hanno il clacson?

Tartar Control


quando ero giovane, ero innamorato. disegnavo giovanotti romantici in posa romantica. ora che sono passati tanti anni e che la vita mi ha disincantato, sono romantico.
[Dino Buzzati]

se vi siete persi la mostra, peccato. Anzi, affari vostri che non vi tenete aggiornati e siete romantici come una badila di rudo (*)

(*) letame, guano.

21 febbraio 2007

dimentica il freddo

[...]
- Non vieni? disse. - Vai -. Ero solo. Dalla trincea sentivo i passi degli alpini che si allontanavano. Erano vuote le tane. Sulla paglia che una volta era il tetto di un'isba giacevano calze sporche, pacchetti vuoti di sigarette, cucchiai, lettere gualcite: sui pali di sostegno erano inchiodate cartoline con fiori, fidanzati, paesi di montagna e bambini. Ed erano vuote le tane, vuote, vuote di tutto e io ero come le tane. Ero solo sulla trincea e guardavo nella notte buia. Non pensavo a nulla. Stringevo forte il mitragliatore. Premetti il grilletto, sparai tutto un caricatore; ne sparai un altro e piangevo mentre sparavo.
[...]
Incominciava a nevicare. Piangevo senza sapere che piangevo e nella notte nera sentivo solo i miei passi nel camminamento buio.
Nella mia tana, inchiodato ad un palo, rimaneva il presepio in rilievo che mi aveva mandato la ragazza per il giorno di Natale.

Nelle note de Il sergente nella neve, Elio Vittorini scriveva: "Mario Rigoni Stern non e' scrittore di vocazione".

Sara', ma la chiusa della prima parte, sopra riportata, m'ha lasciato addosso una disperata sensazione di freddo che ho pregato di dimenticare dopo aver appoggiato il libro sul comodino, quando mi sono girato nel letto e ho assunto la consueta posizione fetale adottata in questo letto straniero (sempre meglio della paglia pero').


19 febbraio 2007

mi sento vivo dopo le 17


esco dal silenzio stampa per fare una segnalazione.

Mi e' arrivata una email da questo mio amico, che poi sarebbe un amico di un amico (ma per proprieta' transitiva eccetera eccetera).

Cristiano - per quel poco che lo conosco - e' una persona composta, mai sopra le righe, umile nella migliore accezione del termine. Lo puoi trovare in giro per la citta', sempre con una cartella sotto braccio e un genuino entusiasmo per quello che fa. Che fa Cristiano? Ah, giusto.
Cristiano - come tutti, anzi quasi tutti - lavora per campare, ma non e' questo che ci interessa. Cristiano ha una passione che esula dal suo lavoro: dipinge, o meglio, realizza quadri con tecniche e materiali piuttosto insoliti.

Io come critico artististico sono uno zero, ma una volta ho detto che i suoi soggetti mi ricordano certi lavori di Giger e qualcuno mi ha risposto che e' in effetti uno dei suoi numi tutelari. Probabilmente le influenze sono anche altre (a me ricordavano anche le copertine degli album dei Sigur Ros), ma - come detto - io non so ne so molto: i quadri mi piacciono o non mi piacciono, evito in genere di farmi troppe pippe intellettualoidi.

Lo stile e' personalissimo, pointillisme per definizione, ma ben lontano da quel movimento postimpressionista che si prefiggeva di scomporre la luce in colori affiancati. Qua il colore scompare quasi sempre: la maggior parte delle opere sono eseguite con una bic nera. Avete presente quanta pazienza e dedizione ci vogliono per riempire un foglio di puntini, fino a creare figure seducenti e strane, ombre inquietanti e chiaroscuri che fissano una percezione oscura della realta'?
Se non ce l'avete presente, andate a dare un'occhiata al suo sito.

ps: il titolo del post e' quello di un suo lavoro. Mi scuso col diretto interessato per il plagio, ma mi pareva azzeccato.
Anche l'immagine lassu' e' sua, mi pare scontato (spero non ci siano questioni di copyright; se ci fossero, nessun problema a toglierla).