19 gennaio 2007

ci mancava il grande fratello (e il giorno di valentino)

the saw is the law

Piaciuto?

Non poteva dire di no. Ma era stato diverso, come sempre, in fondo.

Si.

Ti va una sigaretta?

Si, una in due.

Come sempre l’accendeva lui. Le boccate lunghe, ispirate. Il fumo fatto uscire dalle narici, gli occhi chiusi.
Poi gliela passava. A lei rimaneva per poco, era sempre troppo nervosa per godersela. O forse era ancora scossa.

Si erano puliti con i fazzoletti di carta. Di lavarsi ora, neanche l’idea.

Si posarono sul letto. Così lontani, così vicini, come quel film visto in dvd l’anno prima.
Non se lo ricordava bene. Gli sembrava che ci fosse Nick Cave in un cameo che interpretava se stesso. O un cantante dall’aspetto tossico in un club di tedeschi tossici. Non era sicuro che fosse quello.
Avevano mangiato i pop-corn e il telecomando del lettore, unto e bisunto, era scivolato per terra per colpa di lei.

La guardava ora. Ferma sul suo petto, si alzava a tempo col suo respiro. Era invecchiata bene: nonostante il lavoro pesante, la sua pelle era ancora morbida.

Alle volte, finito tutto, la disprezzava. Era come disprezzare tutto se stesso. Per quanto ci fosse quell’intesa idealizzata dai giornali femminili (estesa poi su quelli maschili, la cui crescente e preoccupante proliferazione gli aveva fatto sorgere l’idea che i confini fra uomini e donne fossero più che mai labili. E anche i cervelli di quelli che si bevevano quegli articoli) si prometteva che sarebbe stata l’ultima volta. Fino alla prossima. Perchè alla fine ci cascava.

Erano cresciuti insieme, da piccoli non si consideravano molto.
La prima volta era giovanissimo, pieno di ansia per i risultati. Entrambi avevano una vaga idea sul come fare. I resoconti degli amici che si professavano più esperti non bastavano.
Si erano chiusi in bagno. Durò poco, lui rimase ad ansimare appoggiato alla lavatrice.

La guardava, era lungo il fianco. Certo quell’anello se lo sarebbe potuto anche togliere. Lui non l’aveva mai costretta. Non è che ci tenesse neppure lei. Lo portava, così come si porta un paio di calzini. Per lui era un brutto ricordo. Per lei un abitudine, come un paio di calzini appunto.

Uscirono e salirono in macchina. Lei gli tenne il volante mentre lui era al telefono, fregandosene dei punti sottratti alla patente, uno più uno meno.
La telefonata durò tutto il tragitto. Parcheggiò male di fronte alla porta del locale. Scesero insieme.

Buonasera.

Buonasera, ha prenotato?

No, son da solo.

Le va bene questo tavolo all'angolo?

Benissimo, grazie.

11 gennaio 2007

vi adoro

si fa per dire.
Tutto questo ben di dio ricercato nel presente blog giustifica ampiamente il mio silenzio. Perche' aggiungere carne, quando al fuoco ce n'e' gia' per tutti i gusti?
(torno al mio film noleggiato, al mio esilio forzato in due comode fasce orarie giornaliere e ad altri ammenicoli etichettati frettolosamente come cazzi miei. Con permesso).


#llerta
@llerta
dis*ribu*ori fo*tere
meteo nebbia
e lui diceva muerte
fot*ere i dis*ribu*ori
##llerta
amore irragiungibili
bidet+ragazza+igiene intima+foto
commiato "cambio lavoro"
daniele burzichelli
disdetta+rai+decesso
foto di fighe con la sigaretta
foto liv tyler nuda
gambe mariateresa ruta
gesti di gradimento
hotel calipornia
kirchhoff
laura sanchez
macchinetta per fare arrosticini
maniaco dell'ascensore
nuovi cantanti al*ss*o e r*ffa*llo
peer to peer bucare proxy
photosofghosts
poltrona global relax
scolpire pettorali
se c'è qualcosa d'immorale è la banalità
viva la gente mp3


UPDATE ehi tu, dico a te. Si proprio a te che sei arrivato qua cercando "allerta meteo" e sei pure passato dopo. Ti tengo d'occhio lo sai? Anche se a me non frega una onesta cippa di chi passa e non passa o se commenta o meno.

Il delurking day? A ondate periodiche, una sorta di tsunami di parole inutilmente liquefatte, il popolo del blog inventa qualche nuova boiata per scriverci un post e tenere quello bello, il post perfetto per un'altra occasione (che non verra' mai), forse per autoalimentarsi, per giustificare la propria ehm utilita'.

Ma torniamo a noi due, tizio che vuole essere aggiornato sulla situazione meteo. Magari avevi anche le tue ragioni, che so, sei uno sfigato come me che si sposta spesso da un posto all'altro e non vorresti essere colto alla sprovvista dai banchi di nebbia, che sono pure fascinosi - almeno, a me suggeriscono una malia incantata, bella nella sua scarsa definizione - ma che risultano ostici a chi deve percorrere di molti chilometri a bordo di un'autovettura.

Dicevamo dunque: hai letto lassu', proprio sotto il titolo?
Se non hai letto o non hai capito il concetto te lo espongo io, son qua apposta. O forse e' solo che non riesco a riprendere sonno.

Qua dentro si discorre di cose cui non interessa nessuno, spesso neanche al sottoscritto, sbordate estemporanee di ego e argomenti brutti e descritti peggio, prima che me lo infili (l'ego intendo) nuovamente in tasca, dove le mani possono controllarne in ogni momento la sua presenza. Niente altro.

Anyway, sempre per quel discorso che non riesco a dormire, che ho i tempi sballati e non solo quelli, mi sono rivisto un po' di cronologia e ho trovato per te altri punti in cui si parla di nebbia. Te l'ho gia' detto che mi piace la nebbia, no? Sara' che in campagna, sulla mia collina, quando era giu' in valle, sembrava di stare su un'isola, in mezzo ad un mare minaccioso nella sua quiete. E a me piace anche il mare, penso che non potrei vivere lontano dal mare, pur non frequentandolo assiduamente (non piu' di 7 giorni al mare e' la nostra regola vero?).

Te li metto qua tutti, basta cliccare sui numeri. Ma quello non te lo devo spiegare, sei bravo a cercare le cose, proprio bravo.

1)

2)

3)

E visto che ci sono metto altri due link di robe vecchie che meritano - che hanno meritato una (mia) rilettura - e vediamo che succede. Visto che non sono molto in forma fateveli durare, come un reganisso particolarmente succoso.

reganisso n. 1

reganisso n.2

02 gennaio 2007

e anche questa

come l'anno scorso, anche quest'anno si apre con un post copia senza incolla, che' ho il libro qua a fianco, rispolverato dopo la recente lettura del suo ultimo lavoro, di cui parlero' prima o poi.
Per ora mi godo le ferie e alcune novita' non da poco. A presto cari loro.


[...]Casomai imbucarsi a una festa. Sicuramente a mezzanotte si sarebbero fermati da qualche parte, nel panico del traffico, ubriachi lessi e avrebbero brindato all'anno nuovo in mezzo a un mare di stronzi sovreccitati che suonavano i clacson.
[...]
Fottersene. Fottersene di tutto. Di qualsiasi cosa. Tranquillo. Un Budda. Rimanersene chiuso in camera. Barricato nel bunker. Piazzare un disco a fare come se quella non fosse una notte speciale ma una qualsiasi di un giorno qualsiasi.
[...]
Insomma hai capito? il capodanno ce l'abbiamo dentro. Non e' fuori. E' un fottuto esame e non ci sono strategie per affrontarlo, lui ti frega sempre. E' piu' forte. Non ci sono cazzi. Ti spezza. Ti massacra. Puoi fare quello che ti pare. Puoi stare in un atollo indonesiano, in un monastero nepalese a meditare, in un megafestone esagerato...Non c'e' un cazzo da fare, a un certo punto della serata ti chiedi: allora che hai fatto quest'anno? E che farai nel prossimo? Cambierai? Ce la farai a cambiare? Ti guardi in giro e vedi gente che festeggia, che si diverte, che ti piglia sotto braccio. E ti dice che ti vuole bene. E ti baciano.
[...]

- dal racconto "L'ultimo capodanno dell'umanita'" tratto da "Fango" di Niccolo' Ammaniti