ci mancava il grande fratello (e il giorno di valentino)
the saw is the law
Piaciuto?
Non poteva dire di no. Ma era stato diverso, come sempre, in fondo.
Si.
Ti va una sigaretta?
Si, una in due.
Come sempre l’accendeva lui. Le boccate lunghe, ispirate. Il fumo fatto uscire dalle narici, gli occhi chiusi.
Poi gliela passava. A lei rimaneva per poco, era sempre troppo nervosa per godersela. O forse era ancora scossa.
Si erano puliti con i fazzoletti di carta. Di lavarsi ora, neanche l’idea.
Si posarono sul letto. Così lontani, così vicini, come quel film visto in dvd l’anno prima.
Non se lo ricordava bene. Gli sembrava che ci fosse Nick Cave in un cameo che interpretava se stesso. O un cantante dall’aspetto tossico in un club di tedeschi tossici. Non era sicuro che fosse quello.
Avevano mangiato i pop-corn e il telecomando del lettore, unto e bisunto, era scivolato per terra per colpa di lei.
La guardava ora. Ferma sul suo petto, si alzava a tempo col suo respiro. Era invecchiata bene: nonostante il lavoro pesante, la sua pelle era ancora morbida.
Alle volte, finito tutto, la disprezzava. Era come disprezzare tutto se stesso. Per quanto ci fosse quell’intesa idealizzata dai giornali femminili (estesa poi su quelli maschili, la cui crescente e preoccupante proliferazione gli aveva fatto sorgere l’idea che i confini fra uomini e donne fossero più che mai labili. E anche i cervelli di quelli che si bevevano quegli articoli) si prometteva che sarebbe stata l’ultima volta. Fino alla prossima. Perchè alla fine ci cascava.
Erano cresciuti insieme, da piccoli non si consideravano molto.
La prima volta era giovanissimo, pieno di ansia per i risultati. Entrambi avevano una vaga idea sul come fare. I resoconti degli amici che si professavano più esperti non bastavano.
Si erano chiusi in bagno. Durò poco, lui rimase ad ansimare appoggiato alla lavatrice.
La guardava, era lungo il fianco. Certo quell’anello se lo sarebbe potuto anche togliere. Lui non l’aveva mai costretta. Non è che ci tenesse neppure lei. Lo portava, così come si porta un paio di calzini. Per lui era un brutto ricordo. Per lei un abitudine, come un paio di calzini appunto.
Uscirono e salirono in macchina. Lei gli tenne il volante mentre lui era al telefono, fregandosene dei punti sottratti alla patente, uno più uno meno.
La telefonata durò tutto il tragitto. Parcheggiò male di fronte alla porta del locale. Scesero insieme.
Buonasera.
Buonasera, ha prenotato?
No, son da solo.
Le va bene questo tavolo all'angolo?
Benissimo, grazie.
