18 aprile 2007

low fidelity (o anche allerta in chain)

colgo il testimone da maynardo per cimentarmi in un'altra catena.
Che dire a mia parziale discolpa? Quando non si ha testa di scrivere altro va bene anche il compitino copiato di fretta in classe. E poi il sig. maynardo e' persona a modo che tollera anche le mie sporadiche e insensate incursioni su msn, quando il giogo del pomeriggio lavorativo si fa oltremodo stretto.

La catena dunque. Diceva di riportare l'incipit dei cinque romanzi della propria vita.

Come detto altrove l'espressione "cinque qualcosa della mia vita" mi va un poco stretta. Primo perché' mi devo limitare a cinque qualcosa, poi perché' la scelta comporta per forza delle esclusioni e di conseguenza un certo rigore metodologico per la selezione. Ovvero una fatica che - diciamolo pure - e' inutile (anche scrivere qua lo e', ma questo e' un altro discorso).
Senza contare un lungo discorso che in sintesi si potrebbe riassumere cosi': quello che e' stato importante e/o bello per me in passato oggi magari mi fa sfracellare gli attributi al suolo (circa un metro di salto, poca roba) o viceversa.

Ergo, la mia catena avrà' anelli deboli e arrugginiti, ma se non altro sarà' roba forgiata a manina, senza l'implicito intento di compiacere qualcuno con le mie scelte.
Il tutto dipende in prima battuta dal fatto che il presente blog non si e' mai proposto di compiacere alcunché'. In secondo luogo perché', trovandomi malauguratamente al di fuori della natia cloaca abitativa, non dispongo della libreria in noce (e' noce quella, E.?) in cui ho riposto, dopo un trasloco in comode rate settimanali, i miei amati libercoli.
Infine perché' se proprio devo tirare scrivere la catena, lo faccio secondo il mio gusto e divertimento (si dirà': poverino, si diverte con poco).

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