20 marzo 2014

un mondo di tasse scorre via sognavo diversa l'anima mia

mi e' capitato qualche volta in passato di copiare dei post di questo blog sulla mia pagina facebook.
Ora faro' il contrario. Non si finisce mai di _______ (completa la frase come ti pare).

Stasera sono andato a vedere gli Afterhours a Venaria.

In questo periodo sono in trasferta a Torino e alla sera non ho molto da fare, a parte mangiare, fissare con sguardo bovino degli schermi (piu' pc che tv) e tenere contatti col mondo, che di fatto si limitano a un paio di persone con parecchi punti di patrimonio genetico in comune. Un adorabile patrimonio genetico, detto per inciso.

Vado o non vado mi sono detto dopo aver cenato e prima di rendere reale la rassicurante prospettiva di guardare schermi nella camera 107.
 Dopo un intermezzo nel bagno - deve avermi schiarito parecchio le idee - ho preso felpa e chiavi della macchina e sono andato.

Nei pressi del Teatro della Concordia, dove si sarebbe tenuto il concerto, ero indeciso se preferire che ci fossero ancora biglietti disponibili o meno; dico sul serio, non voglio certo passare per uno complicato.
In ogni caso, non comprate mai i biglietti in prevendita da TicketOne, Essi sono il male e ti ciullano piu' del 10% del prezzo del biglietto.

Fatto il biglietto e appena superata la soglia degli energumeni della security ho realizzato diverse cose.

Tanto per cominciare la gente continua ad andare ai concerti. Sono solo io che ho smesso.

E non ci vanno solo i ragazzi in eta' da universita' o giu' di li' come ipotizzavo, ma ci si trovano anche miei coetanei e tizi addirittura ancora piu'... ehm, maturi, quindi ripeto, sono solo io che ho smesso: in luoghi segreti e difficilmente raggiungibili, le persone si ritrovano ancora per assistere al rito sciamanico del concerto.

Poi ho avuto la conferma - non era la prima volta che mi succedeva, ma me ne sono gia' fatto una ragione, anzi - che ero l'unico a essere li' da solo. Le persone - persone di diverse eta' indistintamente eh - vanno a sentire musica dal vivo e lo fanno in compagnia. Bene.

In quanto a quelli sul palco, hanno ancora (di nuovo? mi pare che Manuel Agnelli avesse dato una bella spuntata in passato) i capelli lunghi. Io li ho tagliati e devo ancora capire se e'stata una buona mossa per fronteggiare il progressivo arretramento tricologico.
Ma visto che non ero li' per farmi un'opinione sui tagli che vanno ora nell'indie rock, ho ascoltato/visto il concerto, prima attaccato alla porta antipanico in fondo, poi, grazie a una timida avanzata, piu' vicino al palco, ma sempre defilato rispetto allo zoccolo duro (duro per modo di dire: andranno ancora ai concerti, ma non mi pare che pogassero un granche').

Gli Afterhours fanno un bel casino, proprio come mi ricordavo. E non sono molto simpatici, proprio come ricordavo. Ma a noi della simpatia non e' che ce ne importi molto: vogliamo del casino, dei riff, un cazzo di violino e qualche anthem, volendo proprio esagerare anche un brivido.

Dimenticavo di dire una cosa importante: questo tour e' stato fatto per celebrare la riedizione di Hai paura del buio, album uscito nel 97 e considerato da critica e buona parte dei fan il migliore del gruppo milanese.
I nostri hanno fatto quasi tutti i pezzi di quell'album, 3 di germi e poi li' io mi sono fermato. Non ne conoscevo una.
Oltre a continuare ad andare ai concerti, le persone - nella fattispecie i musicisti - continuano a sfornare dischi. Bene anche questo.

Durante lo spettacolo si sono messi le maschere di Pippo e si sono fatti anche le codine come pippi calzelunghe (erano trecce quelle di pippi? e' un dubbio che non ho intenzione di sciogliere ora), proprio come tre lustri fa (detta cosi' fa meno effetto).
Queste pantomime hanno contribuito ad aumentare l'effetto straniante, tipo montagne russe del tempo.
Di questi signori ho seguito i tour di quattro album (da germi a quello che non c'e') e non contento l'ho fatto in diverse citta' italiane, in alcune anche piu' di una volta.
Non c'era spostamento o viaggio che non avessi loro CD/cassette con me da sentire in macchina o sul CD player (ma vi rendete conto che oggetto assurdo fosse?).
A distanza di anni, penso che fossero diventati quasi un chiodo fisso.
Nulla di male, eh, ma la vita scorreva intanto: le persone andavano ai concerti - proprio come oggi! - ma facevano anche altre robe, robe per cui io non ero molto tagliato o forse per cui non provavo altrettanto interesse. Bella merda direte. Si, in certi casi si.

Dicevamo del brivido prima...devo ammetterlo, uno c'e' stato e mi duole aggiungere che e' capitato proprio sul pezzo piu' scontato.
Sono banale - e quindi immorale, seguendo l'adagio del vecchio Manuel, poteva andare peggio - ma quella canzone era il chiodo fisso del chiodo fisso.
Ne ho avute anche altre in seguito (di altri gruppi dico), ma mai due insieme. Sono dannatamente monogamo, anche con le canzoni.

Tutta questa palla per dirvi che boh, a quei concerti sono stato con tante persone - intendo che andavo con quelle persone, non e' che sia sempre andato da solo - e mi piacerebbe condividere questo ricordo con alcune di esse. Qualcuna di queste non e' manco su facebook, di altre non ho la memoria storica che ci fossero davvero - ci vorrebbe Ale - altre ancora le ho perse per strada, un po' come i pezzi nuovi degli Afterhours.
Ma i pezzi vecchi, quelli si che spaccavano. :)

28 gennaio 2014

ecco il consueto post annuale. Siamo a gennaio cosi' ci si leva il pensiero.

Sono al confino, ma neanche piu' di tanto. Il che e' un bene, se si pensa che quando sono stato piu' al confino ho iniziato a fare cose avventate, tipo aprire questo blog, invitare sconosciuti per dividere l'appartamento o fare foto insensate. O altre ancora su cui non e' il caso di soffermarsi.

Per ora mi limito a osservare la cimice spiaccicata per terra (non fa puzza. O forse ho solo il naso tappato) e pensare a come chiudere questo...ehm, post.

Cosi'.

02 maggio 2013

ancora qualcuno che scrive (o legge) blog?

Mah.

Sono stato in effetti parecchio in trasferta. Un posto decente (in realta' diverse citta' di un paese decente) e un posto meno decente. In quest'ultimo, se ci fossi stato qualche anno fa, avrei riempito queste pagine bianche, ma gli anni sono passati e non ho fatto altro che scrivere di tanto in tanto qualche post - si chiamano ancora cosi', mi pare - su facebook per i pochi amici che riescono a non annoiarsi alla seconda riga. E poi ho fatto foto, ho mangiato, bevuto il giusto (tranne una volta) e ovviamente lavorato; si ero la' per quello.

L'altro giorno ero davvero molto impegnato a lavoro e mi sono sfogliato buona parte dell'archivio di uno dei miei link. Effetto straniante, come sempre quando vado in modalita' amarcord, e pensare che nel 99,9% di quei post non c'era alcun riferimento a qualcosa con cui avessi a che fare. Pero' mi sono ricordato di quando li leggevo freschi freschi e.

E niente, mi fa un po' desolazione vedere il blog, il mio blog con un post all'anno, con i link a blog che non esistono piu', tipo tombe che nessuno va piu' a visitare.
Un po' la stessa sensazione di quelle volte che sono tornato nella casa di prima a prendere qualcosa scampato al trasloco: nessuna voglia di tornarci, ma comunque una sensazione nostalgica e allo stesso tempo fredda, di un qualcosa che era pieno - e non mi riferisco solo a mobili, stoviglie e libri - e senza quasi accorgergersene e' ora vuoto. E ti guarda con occhio accusatore.

Ok, basta trip alla casa dalle finestre che ridono.

ciao blog, dobbiamo assolutamente rivederci. Il tuo numero ce l'ho, ci sentiamo presto eh.

(come no)





13 ottobre 2012

ciao Blog, ci sei ancora?
Io si.

10 ottobre 2011

rispolvero

dopo poco piu' di un anno la minaccia di essere di nuovo eiettato con una serie di sonori calci nel culo in giro per il globo ritorna plausibile e si traduce in un'altra minaccia: quella di tornare a scrivere qua. Le alternative sono quelle di fare finta di essere un turista giapponese con la fotocamera al collo o di essere un idiota depresso e alticcio con un cappio al collo, quindi.

Nel frattempo ho da pensare a una serie di cose. E no, non esistono tutorial su youtube per sistemarle.

08 settembre 2011

I love you, I'm going to blow

"A un certo punto ti diranno che ti sei arreso, che hai scelto la via facile, che hai rinunciato al sogno in cambio di qualcosa di più possibile, di più raggiungibile, ma non è vero. Rinunciare al sogno non è la via facile, rinunciare al sogno si paga per tutta la vita e si paga di tasca propria, continuare per sempre ad inseguirlo, di solito, si fa a spese di qualcun altro."
Sviluppina

(Non mi sarebbe spiaciuto - diciamo che mi avrebbe fatto piacere - avere scritto un post che diventa il titolo di un tema. Ma passandoli in rassegna - no, non l'ho fatto: ci mancherebbe - dubito che ci sia qualcosa anche lontanamente adeguato a poterlo essere.)

La notte porta consiglio, ma anche a vagare da un sito all'altro, in cerca di non si sa bene cosa. Sono ripiombato sui blog, un effetto straniante rimbalzare da una pagina di solo testo all'altra, benvenuto nel 2002, sono nel mio bilocale di via Mecenate, seduto sulla moquette, la schiena contro il calorifero sotto la finestra che da' sui lavori dell'ex mercato dei fiori e bevo una birra, forse sto chiaccherando con qualcuno, dicendo cose di poco conto. Come sempre.

Un paio di libri e altrettanti giornali sulla cassettiera che aspettano di essere rimesse nella borsa senza essere sfogliati e poi 2 rights makes 1 wrong in cuffia - ho avuto la tentazione di abbassare il volume su Mogwai fear Satana, ma mi sono vergognato e ho desistito: se caos
deve essere, che caos sia.

Oggi sono passato in edicola, la stessa da anni.
- E' uscito?
- Si, tieni.
Avevo pensato di non farmelo piu' tenere. Ma sto (stiamo) per aprire un mutuo, ho dato via la Vespa e messo in quarantena Giovenale e il suo mens sana in corpore sano. Se smetto anche di leggere (prendere) Linus e' finita. Senza contare che stavo per abbassare il volume su Mogwai fear Satana.


Domani mi svegliero' col mal di gola, apriro' facebook dimenticandomi di aver scritto questo post, pensero' a mille cose da fare e sistemare arrivando a una percentuale di realizzazione dell'1% arrotondato per eccesso. Non certo di zelo.

05 settembre 2011

no

non ci sono andato poi in trasferta.
Questo e' il post di settembre 2011.
Vorrei, ma non posso.

22 settembre 2010

se e' vero che mi sparano di nuovo in trasferta non escludo di impazzire del tutto e riprendere a scrivere qua sopra.
Stay tuned (ma chi?)

30 giugno 2010

solo per dire: c'e' un tizio che scrive su un sito di controinformazione e si firma @llerta.
Curiosamente il sito e' ligure, proprio come il sottoscritto. Beh, non sono io quello, si sappia.

(Non che abbia qualcosa contro la contro informazione. E' solo che sono troppo pigro e disinteressato - e si, anche disinformato, yawn - per essere un tale che scrive cose impegnate politicamente.)

18 febbraio 2010

sai mica

Domani scrivo sul blog. Intendo un post vero, non come questo.
Domani, dico sul serio.



Cosi' come domani metto via le luci di natale, mi faccio la barba e controllo le buste paga dell'ultimo anno, che' han ciullato ferie e maggiorazioni turni a tutti.
Contaci. Come no.